Se papaveri rossi e candidi gigli non possono mai stare assieme come possono farlo il Ciclope e Galatea? Eppure è nella natura di chi ama desiderare l'impossibile. E l'impossibile spesso vuol dire desiderare di essere altro da sé, nella consapevolezza che il cambiamento è inattuabile. In questo desiderio irrealizzabile Polifemo trascorre le sue giornate, di fronte al mare ostile e lontano, cui confida la nostalgia di Galatea che gli si è impigliata nel cuore e non se ne va. Vorrebbe offrirle la grotta, il tenero belato del gregge ch'egli pasce con amore, il latte fresco e i formaggi, il suono della zampogna. Nulla di tutto ciò avvince Galatea, perché a lei piace il mare e Polifemo lo sa. Sa anche che Galatea fugge la sua fronte, il suo sopracciglio ispido e peloso e il cerchio di quell'unico occhio, il naso enorme. La sua diversità non può piacerle: è priva di appigli, liscia come l'indifferenza su cui scivola l'amore del Ciclope. ...